Mauro Rostagno

Mi ripromettevo da tanto di scrivere di Mauro Rostagno su questo blog. Non per scopi didattici ma per il solito piacere della condivisione. La spinta determinante me l’ha data un pò di attualità, ben nascosta come sempre.

Facciamo così: io non mi sento in grado di dirvi chi è Mauro Rostagno ma vi dico solamente che è grave non sapere chi sia stato. Per evitarvi questa “infamia” vi regalo un piccolo web-compendio su Rostagno.

Non seguirò un ordine logico ma per comodità ripercorro il mio sentiero sulla conoscenza di Rostagno soffermandomi su contributi recenti che possono aiutare.

La biografia-fumetto della BeccoGialloMauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore” di Blunda Nicolò, Rizzo Marco e Lo Bocchiaro Giuseppe. Neanche con questo libro la bellissima collana della BeccoGiallo si è smentita per qualità e valore. Belle le tavole, emozionante la storia, utili alla comprensione i documenti in appendice.

Il commovente libro su Rostagno scritto dalla figlia Maddalena. “Il suono di una sola mano. Storia di mio padre Mauro Rostagno” di Rostagno Maddalena e Gentile Andrea. In passato avevo già letto un libro simile, di un’altra figlia che scriveva di un padre morto di morte violenta. La differenza sostanziale che ho trovato tra i due libri è che Maddalena si sofferma più sulla descrizione della persona che sulla storia del tempo aiutando ancora di più chi è alla ricerca della comprensione dell’uomo Rostagno.

Maddalena Rostagno ha raccontato del padre e del libro in una recente intervista a Le invasioni barbariche.

E durante questa intervista Maddalena fa riferimento ad un processo finalmente riaperto circa un anno fa. Un’importantissimo processo di cui nessuno però parla. Per chi vuole tenersi informato c’è anche una pagina facebook.

Per chi volesse andare oltre può tuffarsi in youtube dove ci sono parecchi video su Rostagno oppure visitare il sito dell’associazione Ciao Mauro.

Poi in ultimo una pessima notizia mi ha fatto riflettere su quanto siano carenti, dal mio punto di vista, le nostre città italiane in fatto di memoria a mezzo toponomastica. Poi se penso che la mia città (Sciacca), in sicilia, non abbia ancora nemmeno “na vanedda” intitolata a Rostagno o a Peppino Impastato la rabbia e lo sconforto mi assalgono.