La lezione di Palermo

Sono rimasto impressionato dalle “primarie” di Palermo. 

Ho visto e sentito cose allucinanti.
Per me che sono (ero) tra i convinti sostenitori di “primarie vere, primarie sempre!” devo dire che queste primarie, fatte in questo modo, sono una cosa dannosa.
Il PD si è scomposto in modo vergognoso: un pezzo sosteneva la Borsellino, un pezzo Ferrandelli, un altro Faraone.
Sentire il Ferrantelli vincitore e le dichiarazioni dei suoi principali sponsor (Lumia, Cracolici ecc.) è stato stomachevole: ma davvero questa è la “classe dirigente” che abbiamo allevato in questi anni?
Un intruglio di sicilianismo e localismo becero, anti centralista…una sorta di leghismo di sinistra contro Roma, Bersani, Vendola, Di Pietro…. una cosa davvero immonda!
Primarie “vinte” per pochi voti e con un astio così forte che adesso li voglio vedere insieme questi protagonisti fare la Campagna Elettorale insieme! Impossibile!
Primarie fatte così, dove tutti possono votare e, quindi, condizionare scelte che devono appartenere a chi dichiara di appartenere ad uno schieramento…ma che senso ha?
Primarie usate come “prova del nove” di scelte politiche più generali…
Insomma, sono nauseato!
Se a questo aggiungo che, per la prima volta da quando faccio politica (1978!) sono escluso da ogni discussione che riguarda le Comunali della mia Città…sono davvero disgustato da tanta velleità, bramosia di potere, prove muscolari e vanità!
Disgustato!
In tutto questo i problemi della gente sono davvero molto ma molto lontanamente sullo sfondo, eppure per me politica ha sempre e soltanto significato occuparsi di come migliorare le condizioni e la qualità della vita della gente, in modo particolare di quelli che hanno meno.