Ma è morto il Carnevale o il suo spirito?

Debbo dire che ho provato una infinita tristezza a sentire le interviste dal “funerale” del Carnevale di Sciacca: una prova di pessimo gusto…davvero volgare!
Ma davvero siamo ridotti così male?
Certo il fatto che il Carnevale non si sia potuto fare priva la Città di uno dei suoi momenti importanti, ma non è forse giunto il momento di fare una riflessione: a chi e a che cosa serve il Carnevale? 
Serve a Turismo, al Commercio…a chi?
Che rapporto c’è tra quanto spende la Città e quanto introita.
E’ possibile averlo trasformato da festa popolare in business? Davvero se i soldi non li caccia fuori il Comune la “festa” non si può fare?
Perchè questa “festa” ha visto decuplicare i suoi costi?
Che fine ha fatto l”Ente Carnevale” e tutto il dibattito che in questi anni è seguito al rogo di “Peppe Nnappa”?
A me piaceva quel Carnevale dove i “gruppi mascherati” (a decine e bellissimi!) si facevano “di tasca propria” per il gusto di fare il “gruppo più bello di tutti”!
La gioia e la voglia di divertirsi e “di scialari ora che è cannalivari” non possono essere legati al bilancio del Comune!
O ci sono oppure no: non è che insieme al Carnival-business è morto anche il suo spirito?