Coco, Sciacca e il PD…

Giuseppe Coco si è dimesso. ovviamente l’ho saputo dalla stampa, ma – ormai – non mi stupisco più di nulla…

Oggi ho sentito (su TRS) l’intervista ad
Enzo Marinello, che dice che “il tappo è saltato!” e non ho capito se il tappo fosse Coco o Cusumano, o entrambi.

Io dico “non ci sono più alibi per nessuno!”, sopratutto per quelli che si trinceravano dietro le inefficienze di Coco.

Basterebbe mettere la parola “Coco” nel search ingterno di questo BLOG per scoprire quante volte io mi sia permesso di rivolgere accorati appelli all’ex Segretario, mio “compare” Giuseppe…

Ma Lui ha sempre fatto di testa sua, anche stavolta.

Non voglio fare in questa sede l’esame al suo modo di fare il Segretario, voglio più semplicemente dire la mia sul PD a Sciacca e sul modo di fare politica in questa Città.

Se uno guarda alla storia di questi ultimi 10-15 anni scopre che i gruppi dirigenti del PCI-PDS-DS e quelli della “Margherita” che hanno subito parecchie “contaminazioni” e miscelamenti vari e che, pertanto, dovevano essere i più pronti (in Italia!) alla fusione, che qui non poteva essere “fredda”, ma che qui poteva contare su storie comuni “antiche”, non sono riusciti a mettere su quel “partitone” che tutti si aspettavano. Anzi!

Appena queste “storie” hanno incontrato “storie terze” (
Cusumano) si sono fatte fregare tutto!

Io non so dadavvero da dove ricominciare tutto.

Se guardo a quella foto* e se penso a tante altre energie positive che vi erano (e vi sono) nella nostra Città (penso a “pezzi” di Socialisti, a “pezzi” di Libera Sciacca, a “pezzi” di vecchio PCI poi dispersi o rifluiti in altre esperienze politiche…davvero mi viene da impazzire!

Ma possibile che tutto debba infrangersi sugli scogli della bramosia di potere?

Sulle piccinerie del “io conto di più”? Sulla “testa fottuta” di chi vuole fare l’Assesore, il Consigliere, il Sindaco?

Su una politica tutta schiacciata sulle Istituzioni, lontana dai problemi quotidiani, che vive solo in prossimità delle Elezioni…

Partiamo, dunque, dall’
ABC, da “chi siamo e cosa vogliamo”, ricostruiamo le ragioni di una “militanza”, di un’appartenenza e cominciamo a fare politica, a ri-costruire un Partito, partendo da un sano tesseramento, dalla ri-apertura di una sede fisica dove fare incontrare e dibattere dirigenti veri, recuperiamo all’impegno attivo tanti Compagni e compagne che preferiscono smanettare col telecomando che passare una serata in sezione.

Abbiamo un grande passato, possiamo avere un grande futuro ma non venitemi a raccontare che il problema era Giuseppe Coco: sarebbe un’offesa all’intelligenza di tutti!

* all’epoca Giuseppe Coco si candido nella lista della “Margherita” alle Provinciali