Addio 1 e 14, Vi sia lieve la Terra!

Oggi sono stato a Favara, si dava l’estremo saluto a 2 dei 25 giovani pieni di speranza che sono morti (o sono stati assassinati) nella traversata del canale di Sicilia.

Non sapremo mai i nomi di quei cadaveri e, forse, nemmeno i loro familiari sanno che fine hanno fatto i loro cari: se ci pensate un attimo è
agghiacciante!

Le bare 1 e 14 erano allineate, c’erano il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, qualche Consigliere, il Sindacato, tanta gente comune e delegazioni di immigrati.

Non c’erano le “Autorità”, ad eccezione di una
rappresentanza della “Guardia Costiera”.

Mi ha sorpreso e
meravigliato, in positivo, la sobrietà dell’intera cerimonia e la partecipazione emotiva di tutti: non una cosa scontata, fatta perchè “non se ne può fare a meno”, ma fatta col cuore.

Una coralità ed una civiltà che poi non si ritrova in tanti
comportamenti quotidiani.

Mi è sembrato giusto che molti abbiano ricordato il periodo di quando “gli immigrati eravamo noi” che popolavamo la Germania, il Belgio, la Francia, le Americhe: milioni di affamati, sudici e guardati a vista come appestati!

Oggi è l’
anniversario di Marcinelle

Oggi milioni di persone sfuggono a fame, guerre e violenze di ogni tipo e guarda al nostro Paese come primo territorio, come ponte verso il benessere e la pace. E noi che facciamo?

Gli gridiamo “fora dai
ball“, attuiamo i “respingimenti“, politiche fallimentari e miopi!

Gli stessi che qualche anno fa si battevano per inserire nella
Costituzione Europea il riferimento al Cristianesimo, sembrano aver dimenticato di colpo cosa voglia dire carità, accoglienza, solidarietà, comune appartenenza all’unica razza, quella UMANA!

Come può esistere giustizia in questo Pianeta fino a quando vi sarà una parte che insegue l’ultimo modello di IPHONE e una che scappa dalla fame e dalla miseria?

E cosa possiamo fare, cosa può fare ognuno di Noi, per fermare questo massacro?

A questo pensavo oggi, in quel cimitero, e non riesco affatto a trovare ragioni di speranza e di ottimismo.

Eppure alla luce di tutto quello che succede, davvero questo è il momento per ridisegnare una nuova economia e una nuova umanità, che si ponga come obiettivo
programmatico l’esigenza di assicurare AD OGNI ABITANTE DEL PIANETA uguali diritti e opportunità, in un Mondo libero dalla guerra e dalla miseria.

Utopie? Può darsi. Ma non toglietemi anche di sognare una società più giusta!