CHIEDIAMO AL SINDACO DI SCIACCA IL CORAGGIO DI CHIEDERE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO FRA ATO IDRICO E GIRGENTI ACQUE.

ASSOCIAZIONE POLITICA POPOLARI PER SCIACCA COMUNICATO STAMPA

Oggetto: affidamento servizio di depurazione da parte del Comune di Sciacca.

La questione dell’affidamento del servizio di depurazione da parte del Comune di Sciacca rivela ancora una volta la mancanza di iniziativa del Sindaco in carica sia sul piano politico che su quello giuridico.
Innanzitutto il Sindaco chiarisca pubblicamente se il contratto d’appalto per la realizzazione del depuratore non preveda una gestione iniziale da parte dell’associazione temporanea di imprese CONSCOP che ha eseguito i lavori, perchè, se cosi fosse, il Sindaco deve innanzitutto imporre il rispetto, se c’è, di questa clausola dell’appalto per la realizzazione del depuratore.
Per quanto riguarda la Girgenti acque, è vero, a scanso di equivoci, che la convenzione stipulata fra quest’ultima e l’Ato idrico prevede l’affidamento del servizio idrico integrato che comprende anche la depurazione delle acque, ma come sappiamo tutti, qui a Sciacca ed in tutto il territorio dell’ATo idrico, la Girgenti acque ha compiuto numerosi inadempimenti contrattuali che legittimano la risoluzione della convenzione fra Girgenti acque ed ATO idrico.
IL Sindaco deve allora avere il coraggio nell’interesse dei cittadini di Sciacca, di fare quello che non ha ancora fatto, e cioè proporre all’ATo idrico la risoluzione del contratto cion la Girgenti per i numerosi inadempimenti di quest’ultima.
PROPRIO IERI INVECE IL SINDACO DICE DI AVERE PROPOSTO UN QUESITO ALL’ATO IDRICO, MA IL QUESITO NON SERVE, SERVE IL CORAGGIO DI UNA PROPOSTA DI RISOLUZIONE!
Al fatto giuridico degli inadempimenti contrattuali di Girgenti acque, si è aggiunto un grande fatto politico: il referendum sull’acqua pubblica ha indicato la netta volontà popolare a Sciacca, come in tutta Italia, di volere tornare alla gestione pubblica dell’acqua, con un’evidente volontà in sede locale di non continuare il rapporto in corso con il gestore privato, cioè con la Girgenti acque.
Dopo l’esito del referendum occorre una legge, quanto meno una legge regionale, che, prendendo atto dell’esito del referendum abrogativo, preveda un nuovo assetto pubblico della gestione dell’acqua e ponga fine alle gestioni in corso, come quella con Girgenti acque.
Su questo punto quello che il nostro Sindaco dovrebbe fare è semplice: deve chiamare tutti i sindaci dell’agrigentino che vogliono, sulla base dell’esito del recente referendum, la fine del rapporto con Girgenti acque, e chiedere con forza all’ARS una legge che, prendendo atto del referendum popolare, dia un assetto nuovo alla gestione del servizio idrico in senso pubblicistico e ponga fine a tutte le gestioni in corso.
In conclusione se il Sindaco dott. Vito Bono vuole essere coerente, e finora non lo è stato, egli deve intraprendere in parallelo due azioni :
1)proporre la risoluzione del contratto fra l’ato idrico e la Girgenti acque;
2)chiedere al Presidente della regione Siciliana, insieme agli altri sindaci dell’agrigentino il varo di una legge che prenda subito atto della volontà popolare espressa nel referendum.
Inoltre, il deputato regionale Marinello, anziché proporre in sede di ARS quella che non appare una priorità, e cioè il cambio di nome della nostra città, si impegni a proporre una legge di riordino del sistema idrico, e che ponga fine alla gestione con Girgenti acque, tanto più che fa parte della maggioranza che all’ARS sostiene il Governo regionale.
IL PRESIDENTE
Stefano Antonio Scaduto