I Ministri dal cielo. Alla Badia Grande

.
.

Grazie a L’AltraSciacca

.

Alla Badia Grande presentazione della ristampa del libro I Ministri dal cielo. I cittadini del Belice raccontanodi Lorenzo Barbera.

.

Sciacallaggio di Stato è quello che si respira anche in questo libro, nulla insomma di troppo diverso da quanto è accaduto a L’Aquila […]

.


.

“In tutta la Valle del Belice il giorno 16 gennaio c’era fame e freddo, morti e feriti e bambini senza latte. Perciò quando si sentì il motore di un elicottero tutti gli occhi guardarono il cielo e c’era il corri corri dove l’elicottero calava. E finalmente l’elicottero si posò a terra e tutti ci affollammo verso l’apertura. Da lì uscirà la nostra salvezza, pensammo. E invece uscì Moro, Capo del Governo con la faccia da funerale e con gli occhi che guardavano tutti e non vedevano nessuno. Dietro di lui altri che gli tenevano la cosa. Ma quale latte, quali medicine, quali coperte? E l’aria si fece nervosa. Qualcuno gridò:”Governo magnaccia, qua si muore”. E la massa gridò.”Latte, medicine, coperte”. Moro capì l’antifona e, con una musica lamentosa che pareva padre Pulcino, parlò.”Ora che ho visto coi miei occhi il terremoto, ora che ho sentito con le mie orecchie la vostra voce, ora che ho toccato con mano la vostra tragedia, lo Stato non dormirò fino a quando ci sarà una sola persona che avrà ancora bisogno di aiuto”. Tanta gente pensò e disse.”Al parlare, onesto pare”. Altri pensarono e dissero:”Aranci aranci, cu l’have li guai si li chianci”. E Moro, stretta di mano al sindaco, stretta di mano all’arciprete, stretta di mano al maresciallo, poi gira la faccia di qua, gira la faccia di là e ti saluto il popolo. Dentro l’elicottero e volò via a rifare la scena in un altro paese.” (pag. 28,29)

.

A Lorenzo Barbera, avrei chiesto chi fosse il padre Pulcino citato nel libro. Ma sono andato via prima, al luogo e all’ora sopravvanzava altro. Grazie al web, oltre a questo post da comporre, avevo d’annotare Santoro, e neanche il tempo di salutare Lillo. Figuriamoci usare giri di parole, sottotracce.. L’editore Navarra lo ringrazio qui, non solo così.

.

.

.