E ora che facciamo così fino alla primavera 2013?

Oggi sono passato da Sciacca ed ho visto sul “Corriere di Sciacca” l’articolo di copertina di Giuseppe Recca sul “dopo Bono” (ma non è un tantinello presto per parlarne?).
Leggo sempre con grande attenzione gli articoli di Giuseppe, solo che debbo confessare che appena ho finito di leggerlo sono stato pervaso da un’infinita tristezza! La colpa non è – ovviamente – di Recca, quanto del fatto che è dal 1993, ovvero dall’Elezione Diretta dei Sindaci che a Sciacca questo fatto è stato sempre sovraccaricato di significati e tensioni e, appunto, da lunghissimi dibattiti, anticipazioni, “totoSindaci“…
Poi – come spesso accade – in queste discussioni mancano sempre le analisi sulle forze reali in campo, sui contesti, sulle modalità con le quali si arriva ad un nome piuttosto che ad un altro, ma per settimane si parlerà di questi nomi e cognomi.
Io sono il meno indicato a dare un giudizio sull’operato di Bono nè ho opportunità di parlare con l’interessato per capire se sia o meno interessato alla ri-candidatura, ma normalmente, si deve partire da lì.
Io, ad esempio, avrei ricandidato Ignazio Cucchiara al termine del Suo primo mandato ma in troppi (anche tra i suoi stretti collaboratori!) hanno preferito farlo passare per “parafulmini” scaricando su di Lui tante cose e non valorizzando l’immenso lavoro fatto.
Solo dopo aver , eventualmente, accertato che Vito Bono non sia della partita, possiamo discutere sul “dopo Bono”, ma mi auguro possiamo farlo in modo nuovo.
Dovrebbero pure aver insegnato qualcosa le Elezioni scorse o no?
Vorrei che a scontrarsi fossero “idee di città” e non (solo) legittime ambizioni ed aspirazioni!
In questo l’informazione gioca un ruolo importantissimo, per questo spero rinuncino (per una volta!) a questo infinito giochino del “toto-Sindaco” e concorrano a trovare soluzioni condivise e forti, che servano veramente alla Città.
A Sciacca servirebbe una Giunta in grado di mettere insieme, di unire, le forze migliori della Città per costruire una ipotesi di sviluppo vero, che la faccia uscire dalla povertà, dal degrado di settori sempre più ampi.
Una “squadra” che sappia rimettere Sciacca al posto che merita e le faccia cogliere le opportunità in un clima positivo, trasversale, corale, in cui prevalga il progetto sui rancori.
Io non sono molto ottimista sul fatto che ci si riesca, ma non provarci sarebbe delittuoso e, soprattutto, immeschinerebbe una vicenda politica ridotta ormai ai minimi termini.

p.s. Ho molto apprezzato l’appello per i SI’ ai Referendum della Giunta: come sarebbe bella una Giunta che facesse POLITICA e non solo il “capocondomino“!