Il maghreb è in fiamme, e Noi che facciamo?

Tutto il Maghreb è in fiamme, ci si libera da decenni di oppressioni e tirannie.
E Noi, noi che volevamo “esportare la democrazia in Iraq” dove siamo? che facciamo?
L’altro giorno a Palermo un Tunisino si è dato fuoco nell’indifferenza dei vigili urbani che l’avevano ipercontrollato e sequestrato la merce.
Ma gli esempi potrebbero continuare…
Insomma, intendo dire che un tempo ci sarebbe stata una reazione, qualcosa! Ricordo con nostalgia che quando “solidarnosc” sfidava il regime polacco, Noi a Sciacca facevamo il corteo degli studenti medi “a sostegno e in solidarietà”… lo stesso quando gli “squadroni della morte” insanguinavano El Salvador.
Certo, c’erano persone come Antonio Ritacco, a ricordarci i valori dell'”internazionalismo proletario”, ma forse si era diversi tutti!
Di fronte alla strage di Tripoli avremmo fatto un volantino, denunciato la latitanza del Governo Italiano amico di Gheddafi…. e, invece, solo silenzio!
Sono spaventato da tanta indifferenza e da tanta miopia, ma sono anche bloccato dall’incapacità di “fare qualcosa”, penso a quel terribile modo di dire rassegnato, tutto siciliano, di essere “una nuci in un saccu” (una noce in un sacco non fa rumore…). Vorrei che fossimo in tanti a volere un mondo diverso.
E Noi Siciliani, quelli che non volevamo i missili a Comiso, che abbiamo fatto le “marce per la pace”, forse qualcosa in più dovremmo farla e dirla!