Il teatrino della politica continua ad imperversare, dividendo il mondo in buoni e cattivi. Succede anche a Sciacca, dove la contrapposizione tra “noi” e “voi” non sta producendo granchĂ©, eliminando il ragionamento politico, tranne qualche eccezione sia nella maggioranza che nell’opposizione. La situazione però non è delle piĂą semplici. Il sindaco Vito Bono continua a rendersi conto che amministrare non è facile. Ho apprezzato di recente l’invito proveniente da Ignazio Bivona agli amministratori ad adottare un piglio diverso, un po’ piĂą ottimista.. La classe dirigente dovrebbe dare speranza al popolo, non impietosirsi o impietosire ad oltranza. Vito Bono continua a dire che non c’è niente di cui essere ottimisti. Ma Vito Bono sconta un altro problema: non accetta le critiche. Fa buon viso a cattivo gioco, certo, ma commette un errore: personalizza il dibattito, trasformando una critica in un fatto personale. Difficile in questo quadro parlare di politica e confrontarsi sui problemi. L’altra sera in consiglio il sindaco avrebbe dovuto replicare, ma non l’ha fatto. Ha sbagliato. Il caso Pd, e la richiesta del terzo assessore stanno mettendo a dura prova i nervi del sindaco. Il quale, essendo una persona perbene, lontano dal professionismo della politica, ritiene che se uno è una persona perbene non dovrebbe subire attacchi, alcuni dei quali addirittura ne mettono in dubbio le capacitĂ ad amministrare. E’ difficile andare avanti così, anche perchĂ© si rischia di cadere nella trappola di un’opposizione che ovviamente giocherĂ sempre di piĂą sul rischio che il sindaco si innervosisca. Il mio consiglio (non richiesto) al sindaco Bono: andare avanti, ma modificare decisamente il suo piglio, rispondere agli attacchi, non pretendere niente dagli altri, ma accettare le critiche, traendo spunto da esse per migliorare l’azione dell’attivitĂ amministrativa. Che adesso richiede una programmazione e un taglio futurista, meno improntato al “giorno per giorno”. Insomma: cosa vogliamo fare di questa cittĂ ? Ecco: Vito Bono cominci a farci conoscere le sue idee. Senza restarci male o offendersi se uno ogni tanto gli fa notare che ci sono dei problemi. Cambi atteggiamento, riservi la “rabbia” per un dibattito politico piĂą serrato, e soprattutto non abbia timore di quello che gli altri pensano di lui. PerchĂ© non può pensare che tutti siano dalla sua parte. PerchĂ© questo, Vito si rassegni, non succederĂ mai.Massimo D’Antoni











































