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VITO BONO: ADESSO E’ GIUNTO IL MOMENTO DI APRIRE LA FASE 2 DELLA SUA PRESENZA AL COMUNE DI SCIACCA: COSA VUOL FARE DI QUESTA CITTA’?

4 agosto 2010
By Massimo D'Antoni
Il teatrino della politica continua ad imperversare, dividendo il mondo in buoni e cattivi. Succede anche a Sciacca, dove la contrapposizione tra “noi” e “voi” non sta producendo granché, eliminando il ragionamento politico, tranne qualche eccezione sia nella maggioranza che nell’opposizione. La situazione però non è delle più semplici. Il sindaco Vito Bono continua a rendersi conto che amministrare non è facile. Ho apprezzato di recente l’invito proveniente da Ignazio Bivona agli amministratori ad adottare un piglio diverso, un po’ più ottimista.. La classe dirigente dovrebbe dare speranza al popolo, non impietosirsi o impietosire ad oltranza. Vito Bono continua a dire che non c’è niente di cui essere ottimisti. Ma Vito Bono sconta un altro problema: non accetta le critiche. Fa buon viso a cattivo gioco, certo, ma commette un errore: personalizza il dibattito, trasformando una critica in un fatto personale. Difficile in questo quadro parlare di politica e confrontarsi sui problemi. L’altra sera in consiglio il sindaco avrebbe dovuto replicare, ma non l’ha fatto. Ha sbagliato. Il caso Pd, e la richiesta del terzo assessore stanno mettendo a dura prova i nervi del sindaco. Il quale, essendo una persona perbene, lontano dal professionismo della politica, ritiene che se uno è una persona perbene non dovrebbe subire attacchi, alcuni dei quali addirittura ne mettono in dubbio le capacità ad amministrare. E’ difficile andare avanti così, anche perché si rischia di cadere nella trappola di un’opposizione che ovviamente giocherà sempre di più sul rischio che il sindaco si innervosisca. Il mio consiglio (non richiesto) al sindaco Bono: andare avanti, ma modificare decisamente il suo piglio, rispondere agli attacchi, non pretendere niente dagli altri, ma accettare le critiche, traendo spunto da esse per migliorare l’azione dell’attività amministrativa. Che adesso richiede una programmazione e un taglio futurista, meno improntato al “giorno per giorno”. Insomma: cosa vogliamo fare di questa città? Ecco: Vito Bono cominci a farci conoscere le sue idee. Senza restarci male o offendersi se uno ogni tanto gli fa notare che ci sono dei problemi. Cambi atteggiamento, riservi la “rabbia” per un dibattito politico più serrato, e soprattutto non abbia timore di quello che gli altri pensano di lui. Perché non può pensare che tutti siano dalla sua parte. Perché questo, Vito si rassegni, non succederà mai.
Massimo D’Antoni

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