CHIEDIAMO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SCIACCA DI CHIEDERE CON NOTA UFFICIALE AL SINDACO LA REVOCA DELLA DETERMINA DI AUMENTO DELLA TARSU, PERCHè ILLEGITTIMA, IN QUANTO IL SINDACO HA ESERCITATO UN POTERE CHE INVECE COMPETE PER LEGGE AL CONSIGLIO COMUNALE; IL PRESIDENTE FILIPPO BELLANCA FACCIA ALLORA VALERE LA LEGGE, A TUTELA DELLA COMPETENZA IN MATERIA DEL CONSIGLIO COMUNALE CHE PRESIEDE, E A TUTELA DI TUTTI I CITTADINI DI SCIACCCA

ASSOCIAZIONE POLITICA POPOLARI PER SCIACCA
Egregio Presidente
del Consiglio Comunale di Sciacca
Filippo Bellanca

Egregi Consiglieri comunali di Sciacca

Oggetto: istanza di un Suo intervento istituzionale nella sua qualità di Presidente del Consiglio comunale di Sciacca per chiedere al Sindaco la revoca della sua determina n. 66 del 30/04/2010 di aumento della Tarsu, perché illegittima, essendo stato esercitata dal Sindaco di Sciacca una competenza che non gli appartiene, ma appartiene al Consiglio comunale di Sciacca.

Egregio Presidente del Consiglio comunale di Sciacca, come Le è noto, nei giorni scorsi, Noi popolari per Sciacca, confermando la nostra netta opposizione politica all’aumento della Tarsu deciso dal Sindaco per l’anno 2010, per la ragione politica che tale aumento del 35%, dato l’attuale periodo di grave crisi economica, è ingiusto, colpisce tutti i cittadini, le famiglie, gli operatori economici della città, e specialmente i soggetti economicamente più deboli della nostra città,
oltre alla detta opposizione politica abbiamo rilevato un grave errore giuridico-amministrativo commesso dal Sindaco di Sciacca, consistente nel fatto che egli, nel disporre con Sua determinazione sindacale l’aumento della TARSU, ha esercitato un potere, che, in base all’ordinamento degli enti locali vigente nella Regione Siciliana, in realtà non gli compete, ma, come sancito da una sentenza recentissima del TAR Sicilia, competeva e compete nella nostra regione ai Consigli comunali e quindi al Consiglio comunale di Sciacca.
Alleghiamo la sentenza n. 1550/2009 del TAR SICILIA-PALERMO.
Finora Lei, benché siano già trascorsi 30 giorni dalla determina del Sindaco di aumento della Tarsu non ha preso posizione sulla vicenda, ma è evidente che dopo la nostra affermazione che è stata violata la competenza in materia del Consiglio comunale, Lei in qualità di Presidente del Consiglio comunale di Sciacca ha il dovere di intervenire.
Quando è violata la competenza di un organo collegiale, il dovere di intervento a tutela della competenza di tale organo spetta innanzitutto al Presidente dello stesso, perché lo presiede e lo rappresenta.
Evidenziamo che, oltre alla competenza del Consiglio comunale, la determinazione sindacale in questione ha anche violato i diritti dei cittadini come contribuenti come sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente, dal momento che la determinazione sindacale di aumento della tassa sui rifiuti non è stata preceduta da un’istruttoria adeguata, è motivata male ed in modo insufficiente, dal momento che manca sia un computo analitico dei costi del servizio di raccolta rifiuti previsti per l’anno 2010, come pure la stima dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti che sono stati sostenuti nell’anno 2009, sicché anche nel contenuto essa è illegittima.
Premesso quanto sopra, qualora il Sindaco di Sciacca, non dovesse prendere atto dell’errore commesso, avendo esercitato un potere, quello di aumentare la Tarsu, che compete al Consiglio comunale di Sciacca, e non dovesse quindi provvedere a revocare immediatamente la sua determinazione sindacale n. 66 del 30/04/2010 di aumento della TARSU, Noi Le chiediamo:
1)di chiedere ufficialmente con Sua nota al Sindaco di Sciacca la revoca della sua illegittima determinazione di aumento della TARSU per violazione della competenza del Consiglio comunale di Sciacca;
2)qualora il Sindaco, a seguito della Sua nota, non provvedesse in tempi rapidi alla revoca, Le chiediamo di aprire in rappresentanza del Consiglio comunale di Sciacca un conflitto con il Sindaco nelle forme dovute, facendosi promotore, previa delibera del Consiglio comunale, di un ricorso al TAR a tutela delle prerogative violate del Consiglio comunale, e a tutela dei cittadini di Sciacca contro un provvedimento illegittimo che li penalizza, segnalando altresì il caso al Ministero degli Interni, per l’intervenuta irregolarità amministrativa ed al Ministero delle Finanze, Dipartimento fiscalità enti locali, affinché, nel termine di legge previsto di sei mesi dalla data della determinazione sindacale, il Ministero delle Finanze possa provvedere, cosi come previsto dalla legge, all’annullamento d’ufficio della determina sindacale n. 66 del 30/04/2010; le chiediamo di dare comunicazione di tutto quanto sopra anche all’Assessorato regionale agli Enti locali.

Noi siamo ben consapevoli che Lei è stato ed è un sostenitore del Sindaco di Sciacca, ma crediamo che in tale circostanza sia Suo dovere rispettare fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre, non solo a difesa del Consiglio comunale ma a difesa di tutta la città di Sciacca, che ha subito da chi non aveva e non ha competenza in merito un provvedimento illegittimo, politicamente ingiusto e mal motivato.
Le ricordiamo che è stato altresì violato dal Sindaco di Sciacca l’impegno a quel Bilancio partecipato, che anche Lei, quale candidato al Consiglio comunale, aveva con forza promesso ai cittadini elettori.
Riterremmo grave che, scoperto l’errore del Sindaco, consistente nella violazione della competenza del Consiglio comunale, il Sindaco continuasse a far finta di niente, cosi come riterremmo ovviamente grave che Lei, quale Presidente del Consiglio comunale, l’organo la cui competenza è stata violata, non assumesse una posizione chiara a tutela della competenza violata dell’organo comunale che Lei presiede e rappresenta, tenuto conto che il Consiglio comunale non può venir meno alla fondamentale funzione di controllo politico-amministrativo sugli atti del Sindaco e della Giunta e questa funzione di controllo comincia proprio dalla difesa delle competenze che sono proprie del Consiglio.
Per quanto sopra attendiamo un Suo intervento forte, che è doveroso a tutela della competenza per legge dell’organo che Lei presiede, ma soprattutto è doveroso a tutela di tutti i cittadini di Sciacca.
Egregi Consiglieri comunali, con il presente documento ci siamo rivolti e ci rivolgiamo innanzitutto al Vostro Presidente, che è il nostro Presidente, perché la tutela delle prerogative del Consiglio comunale essendo certamente affidato a ciascuno di voi, è in primissimo luogo affidato al consigliere comunale con funzione di Presidente, questo per precisare che non c’è né nessuna volontà di provocare il Presidente Filippo Bellanca, né c’è alcun intento di ridurre l’importanza e la dignità di ciascuno di Voi.
Noi non stiamo conducendo solo una battaglia politica contro l’aumento ingiusto della Tarsu deciso dal Sindaco di Sciacca, ma a questo punto la nostra battaglia è ancor prima per la legalità, per la difesa della competenza in materia del Consiglio comunale di Sciacca, come stabilito dalla recente giurisprudenza amministrativa.
Per quanto sopra, come si evince dalle nostre richieste, riteniamo che già il Presidente del Consiglio comunale debba, senza necessità di una mozione di indirizzo del Consiglio, invitare subito il Sindaco mediante una Nota ufficiale alla revoca immediata del provvedimento; la difesa di una competenza del Consiglio comunale prevista dalla legge non necessita di alcuna mozione di indirizzo, ma può e deve essere fatta valere dal Presidente del Consiglio comunale stesso.
In conclusione evidenziamo che per Lei, Sig. Presidente del Consiglio comunale, oltre che un dovere sarebbe anche un titolo d’onore far valere la legge, chiedendo al Sindaco ed ottenendo, per come è dovere del Sindaco, la revoca immediata della determina sindacale n. 66 del 30/04/2010, in quanto adottata in violazione della competenza del Consiglio comunale di Sciacca da Lei presieduto.
Sarebbe un titolo d’onore per tutti voi consiglieri comunali chiedere, tramite il Presidente del Consiglio (che comunque potrebbe e dovrebbe farlo direttamente senza una vostra richiesta) la revoca immediata di un provvedimento, che non rientra nella competenza del Sindaco, ma rientra nella competenza del Consiglio comunale.
Sig. Presidente faccia valere allora, la competenza che l’organo che Lei presiede, svolgendo quel ruolo istituzionale di Presidente super partes che la legge le attribuisce.
Cordialmente!
Sciacca, 31 maggio 2010 Il Presidente dei Popolari per Sciacca
Stefano Antonio Scaduto