La mancanza di acqua e la monnezza


maninretepost 193

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UNA VITA CHE ASSOMIGLI ALLA VITA
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Mauro fu ucciso il 26 settembre del 1988, vent’anni fa, con sette colpi per chiudergli la bocca per sempre.

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… Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto… Mi occupavo del disagio allora e me ne occupo oggi. Non vedo molte differenze… ho cambiato molte volte idee nella mia vita, ma per fortuna sono sempre rimasto coerente con me stesso… Io mi sento più siciliano di voi perché voi in questa terra ci siete nati, io l’ho scelta… Questa è la tua vita, non c’è un’altro tempo, un’altro luogo… bisogna diventare protagonisti… la lotta alla mafia è più semplicemente una lotta per il diritto alla vita… la mafia è sopravvivere, l’antimafia è vivere.

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Maddalena Rostagno: Mauro è tutti quelli che come lui hanno dato il bene più prezioso, la vita, per costruire una società migliore. Lasciano a tutti noi il compito di essere cittadini partecipi e consapevoli, che onorino con il diritto e il dovere, alla memoria, il loro sacrificio.

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Redazionale del 22 aprile 1988. … una sorta di malformazione nelle menti di molti uomini politici, i quali hanno creduto di essere impunibili e di poter fare del pubblico denaro mazzette e tangenti e arricchimento delle loro tasche personali…

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Paolo Borsellino: Il magistrato ovviamente non dà giudizi sulla classe politica se non quando singoli esponenti, singoli amministratori possono trovarsi diciamo nelle maglie di un procedimento penale. Piuttosto, con riferimento alla classe politica, c’è da dire che la risposta dello Stato al problema gravissimo – problema della criminalità mafiosa – deve essere, come ho detto più volte, risposta globale e quindi impegna, deve impegnare soprattutto l’amministrazione. La magistratura si occupa di un momento particolare della cosiddetta lotta alla mafia, che è il momento della repressione. Ma la mafia va combattuta con ben altre armi.

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