Un’altra mattinata con gli Scouts….

Ieri mattina sono stato ospite, per la seconda volta, degli Scouts Agrigentini che hanno avviato un percorso che li porterà ad interrogarsi ed a conoscere meglio il “mercato del lavoro” e a confrontarsi con le tematiche del lavoro.

E’ stata, come la precedente, un’occasione entusiasmante che mi ha fatto conoscere un pezzo di società agrigentina che è un’assoluta “oasi” di pace e ottimismo.

L’incontro si è svolta nell’incantevole scenario dell’Eremo di S.Rosalia.

Sono arrivato presto ed ho avuto modo di ammirare lo spirito di dedizione e sacrificio di questi ragazzi che, a piedi e con gli zaini a spalla, hanno percorso i 7 km. che li distanziavano da dove erano alloggiati. Sotto la pioggia e con un freddo pungente (4°!).

E’ però, mi spiegavano, che la strada, il doverla percorrere ha un suo valore formativo…

Resto impressionato dalla disciplina e dalla compostezza di questi ragazzi, sembrano di un’altro pianeta ed invece sono proprio di quì, vivono in questo tempo ma hanno un’altra cultura e un altro approccio.

Ho fatto assemblee nei posti più disparati (dalle palestre – come tutti – ai cantieeri edili, dalle sale mensa di qualche fabbrica al retro di qualche supermercato) ma in una Chiesa, mai!

Invece, lì eravamo proprio dentro una Chiesa, tutti seduti ed attenti 120 ragazzi dai 15 ai 19 anni: un esperienza davvero formativa, per me!

Il percorso è solo all’inizio ed io, nel mio piccolo, mi sono impegnato ad aiutare questo loro percorso nella certezza che può solo venirne qualcosa di buono per tutti se aumenta la consapevolezza dei giovani sulle questioni del lavoro.

All’incontro era presenta anche una giovane biologa “assegnista” dell’Universita di Palermo, brava e concreta. Uno la sente e trova conferme su quanto di sbagliato e miope ci sia nella politica del Governo! Persone così vanno incoraggiate ed aiutate ed, invece, è come se li spingessimo verso altri Paesi.

Toccante la testimonianza di un giovane Lavoratore, figlio di emigranti, a 22 anni – dopo avere accarezzato l’esperienza del lavoro, sia pure precario, all’interno di un “call center” è stato selvaggiamente espulso insieme agli oltre 100 suoi colleghi…

Bellissima anche la rabbia di un giovane che rifiuta sdegnosamente la frase “nemo profeta in patria” a cui contrapporre il “omnia profeta in patria”.

Del resto come si diceva, anni fà, in un musical curato da Ester Vedova (che è anche mia suocera, ma prima di tutto è un’operatrice culturale di primordine…) ” Ma se ce ne andiamo tutti questa terra a chi la lasciamo? Alla Mafia?”.

Straordinari questi ragazzi, ti fanno avere fiducia nel domani e nella possibilità di un cambiamento!