La responsabilità dell’imprevisto


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Fonti: Testo tratto da Tabucchi: Italia a rischio rivolta. Cfr. Il Fatto Quotidiano 12 gennaio 2010, pag. 4. Foto: Fabio Vagnarelli.
La maggioranza pensa di poter pianificare tutto a tavolino. Ma non ha pensato a ciò che Keynes chiamava l’imprevisto. Chi assicura a coloro che adesso vogliono fare leggi speciali per annichilire la Costituzione – fondata sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge – che non si andrà incontro a imprevisti? Non è detto che gli italiani siano disposti a perdere la Costituzione e la democrazia grazie a un gioco di prestigio.

Che nesso c’è tra le politiche xenofobe e il tentativo di manomettere la Carta?

La ribellione può venire dai cittadini italiani. Io credo che la maggior parte dei cittadini non voglia modifiche di questo tipo. Supponiamo che succeda qualcosa, poi potrebbe divampare un incendio. “Berlusconi unto dal popolo”: è una leggenda che ha messo in giro lui. Basta contare i voti e considerare l’attuale legge elettorale, per capire che non è così. Se si continua a tirare la corda in questo senso e poi succede qualcosa, questi signori sono responsabili. E lo sarà anche l’opposizione, se accetta una modifica della Costituzione così grave, insieme con le istituzioni di garanzia.

Guardiamo la situazione internazionale: gli Stati Uniti non manderebbero certo i marines a difendere quattro golpisti e due piduisti. E l’Urss non manderebbe i carriarmati, come fece per soffocare la rivolta dei democratici ungheresi. E allora che succede? Ce la vediamo tra di noi?

La città di cartone di Gialuigi Lopez:  Veramente… sinceramente io non pensavo che  quando si arriviamo qui facevamo vita brutta così
Vinicio Albanesi: I fatti di Rosarno, di cui oggi l’opinione pubblica si occupa e preoccupa, erano ben noti da molto tempo. Conoscevano la situazione gli abitanti di Rosarno, le autorità amministrative, le forze di polizia, la magistratura, la Chiesa. Servizi fotografici, reportage, video erano a disposizione di tutta l’opinione pubblica.

Da Contributi (del 12/01/2010) “Tutto ciò non ha senso, siamo una sola umanità